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Selezione opere recenti

Unum/Omnia

Opera realizzata per la RAI – Radio Televisione Italiana in occasione del centenario della Radio e del 70° della TV. L’opera dopo essere stata presentata al Palazzo dei Congressi dell’Eur di Roma è stata definitivamente collocata all’ingresso della Direzione Generale di viale Mazzini.

Il mondo può essere osservato e raccontato in due modalità opposte: evidenziandone la pluralità e le diverse voci che lo compongono, oppure a senso unico, dandone una sola chiave di lettura. Per questo, l’opera è composta da due elementi. Una stella di acciaio inox lucido (Omnia) che rappresenta l’approccio di chi tende ad osservare il maggior numero possibile di facce della realtà dal più grande numero di prospettive disponibili. Al suo fianco un cubo nero (Unum) che rappresenta l’approccio e la visione della realtà limitato all’osservazione di un solo aspetto e da una sola prospettiva. Una metafora che vuole evidenziare i due opposti: da un lato quello della visione monotematica, dall’altro pluralismo e diversità.

In particolare, la forma di Omnia evoca quella di un’antenna omnidirezionale e con essa il duplice ruolo svolto dalla Rai nel compiere la sua funzione di servizio pubblico: essere un’antenna ricevente che raccoglie ogni input, segnale, richiesta proveniente dalla collettività nel suo ampio e variegato insieme e nel contempo essere un’antenna trasmittente in grado di diffondere i contenuti più diversi ed eterogenei al fine di raggiungere e includere tutti.

L’opera vuole essere, nelle intenzioni dell’autore, anche la rappresentazione di un approccio di vita a cui noi tutti dovremmo tendere: dedicare la propria attenzione e il proprio tempo a più aspetti della realtà e nel contempo cercare di osservarli da più punti di vista. In altri termini, anziché osservare un solo aspetto della realtà chiusi nella propria “scatola” (frenati da abitudini, convenzioni, pregiudizi) si dovrebbe cercare di osservare il mondo in ogni direzione senza inquadrarlo preventivamente attraverso alcuna cornice o filtro predefinito.

ANTITRUST

L’opera è stata specificatamente ideata per rappresentare l’azione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato  ed è esposta all’ingresso della sua sede istituzionale.
L’opera è una sorta di timeline nella quale in due fotogrammi è concettualmente fermato il momento in cui l’autorità “rompe” un’intesa anticoncorrenziale.
L’incisività, la solidità e la trasparenza dell’istituzione sono evidenziate dal cuneo di cristallo che rappresenta l’autorità antitrust, mentre i concorrenti e il cartello anticoncorrenziale da essi costituito sono rappresentati da un fascio di frecce in acciaio che mostra visivamente la loro volontà di accordarsi e non competere.
Il raggio in oro che si apre in espansione vuole rappresentare sia l’importanza dell’azione della Autorità Antitrust, sia come tale istituzione abbia aumentato nel tempo prestigio, potere e competenze.  

Bauhaus Think-Tank @ MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo
Bauhaus Think-Tank @ MART Rovereto

LINK DESCRIZIONE OPERA SITO MUSEO MART:

From La Stampa
Bauhaus Think-Tank @ Laghetto dell’Eur , Roma
3rd Bauhaus Think-Tank stroke again at SPAM Roma 2019 (www.spamroma.com) Festival, at Casa dell’Architettura, Acquario Romano (10 October 2019)

Obiettivi 

La finalità dell’opera è fermare l’attenzione del pubblico ed accendere il dibattito (Think-Tank) sulla Bauhaus nonché su una serie di altri argomenti che incidono sulla nostra vita sia materiale che spirituale.

In particolare l’opera si propone:

– di celebrare la Bauhaus, la scuola, che più di ogni altra ha inciso in maniera globale e profonda in diversi campi: architettura, design, visual e performance arts, in maniera artistica e non convenzionale, utilizzando un “oggetto“ capace di fermare l’attenzione del pubblico e nel contempo esempio concreto dell’applicazione di alcuni principi cardine della scuola;

– di ricordare come la forza ed I suoi strumenti siano usati dall’uomo tanto per proteggere la libertà, quanto per soffocarla (il carro armato T34 utilizzato nell’opera ha combattuto il nazismo nella seconda Guerra mondiale ed ha, all’opposto, soffocato la libertà durante la primavera di Praga).

Modalità di realizzazione

Il T-34 è diviso in due parti: 

1.  Una metà rappresenta l’ingegno dell’uomo che si attua attraverso l’applicazione dei principi e dei metodi della Bauhaus al fine di realizzare il bene per l’umanità, come quando, durante la seconda Guerra mondiale, il T34 è stato utilizzato per salvare e proteggere l’umanità e la sua libertà.

Questa parte è colorata con una grafica che utilizza i tre colori (giallo, rosso e blu) e le tre forme geometriche (il triangolo, il quadrato ed il cerchio) della Bauhaus.

Inoltre le ruote motrici sono coperte dal simbolo Yin & Yang per ricordare che ogni oggetto, ed in particolare ogni arma, può essere utilizzato sia per affermare il male sia per combatterlo. 

2.   L’altra metà è dipinta in nero e rappresenta l’impiego delle capacità dell’uomo per produrre il male, l’assenza di luce e di illuminazione spirituale. Per questa ragione sotto i cingoli del carro sono posti dei fiori in memoria di tutti gli eventi dove le capacità dell’uomo e gli strumenti da esso progettati sono stati utilizzati contro l’umanità e per annientarne la libertà. (ad es. la primavera di Praga)

Percorso espositivo

Il Bauhaus Think-Tank dopo essere stato esposto in luoghi prestigiosi e/o inusuali quali:

     – MART Museo di arte moderna e contemporanea di Rovereto,
     – MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo,
     – CSOA Forte Prenestino,
     – Acquario Romano,
     – Palazzo dei Congressi,
     – Laghetto dell’EUR,
     –
Stompie Garden di Londra

è stato misteriosamente distrutto la notte del 2 gennaio 2022 con due ordigni incendiari lanciati da ignoti.
Non vi è stata alcuna rivendicazione dell’evento.

I video delle telecamere di sicurezza non permettono di individuare gli autori ma i loro movimenti e le modalità con cui compiono l’azione inducono a pensare, anche a detta delle forze di polizia e di sicurezza che non si tratti di vandali ma piuttosto soggetti molto preparati e professionali.

Qualche mese prima dell’attacco incendiario, durante il G8, avvenuto alla ‘Nuvola’ a poche centinaia di metri dall’opera, diverse agenzie di sicurezza straniere hanno richiesto alle forze di polizia italiana di controllare e giustificare la presenza di un misterioso carro armato che era stato rilevato in automatico dai sistemi di rilevazione e sicurezza satellitari, ed il cui cannone era incidentalmente puntato proprio in direzione della sede del G8.

L’opera “Daphne is back” è una sorta di sequel concettuale del mito classico di Dafne e Apollo che viene immaginato di nuovo e rivisitato in chiave contemporanea.

Dafne torna a essere libera e non più imprigionata nella pianta di alloro in cui era stata trasformata per sfuggire alla violenza.

L’installazione afferma che la mimesi, il nascondersi o il fuggire, debbano essere solo strategie temporanee, emergenziali, di fronte alla violenza, mentre è assolutamente necessario liberare Dafne e permetterle di essere sé stessa, mostrando la propria corporeità e il proprio pensiero senza il rischio di subire violenza fisica o psicologica.

Questo vale non solo per Dafne e le donne, ma per chiunque sia costretto a nascondere la propria natura e le proprie idee per sfuggire alla violenza o all’emarginazione.

L’opera ferma esattamente il momento in cui le due frecce in piombo e in oro, che avevano dato avvio al mito classico, si incontrano facendo smaterializzare la pianta di alloro che aveva protetto, imprigionandola, l’essenza di Dafne. La ninfa sparisce alla vista degli astanti essendo tornata alla sua piena libertà, rimangono ancora, per pochi attimi, solo le foglie di alloro che volteggiano sospese nell’aria come unico riverbero ed eco del precedente stato assunto da Dafne.

L’installazione è stata presentata per la prima volta a Roma, a Villa Borghese nel Tempietto di Diana, che dista poche centinaia di metri dalla Galleria Borghese dove si trova la statua del Bernini che rappresenta il mito tradizionale dal quale “Daphne is back” trae origine.

BROME

•BROME è un’opera il cui nome, inventato dall’artista stesso, è una sorta di acronimo/crasi che nasce dalla traduzione in inglese del nome del tipico ed assolutamente unico vegetale coltivato nella campagna romana, da cui l’opera trae origine. Broccolo Romano – Broccolo of Rome = Brome.

•L’opera vuole essere attraente nella sua estetica e nelle sue colorazioni (Pop/Essoterica) ed al tempo stesso portatrice di contenuti concettuali e filosofici non sempre immediatamente leggibili e comprensibili (Esoterica).

•BROME è infatti un frattale, una sorta di matrioska concettuale che contiene le regole dell’universo (sezione aurea) ed è rappresentativa di approcci e visioni considerate opposte, quali ad esempio il barocco Borrominiano ed il razionalismo Bauhaus di Itten.

•BROME ha tra le sue finalità quella di contrastare la deriva elitaria e anti-pop di una parte del mondo dell’arte e della cultura, di cui vuole rompere i muri e le logiche corporative. Per questa ragione è stata mostrata nei luoghi più diversi: Il Mercato di Voghera, l’Università La Parthenope di Napoli, il centro sociale Forte Prenestino, il museo MAAM di Roma, l’evento Blast a Olmeneto Cremona, Via dei Coronari a Roma.

La mia opera “BROME” è diventata un’opera numerata tirata in 500 copie nella rivista “Diritto ed economia dei mezzi di comunicazione.”

Rivista che in questo numero speciale è contemporaneamente:

– un’opera numerata

– la raccolta degli interventi, in materia di NFT ed arte, di prestigiosi giuristi ed economisti del calibro di Michele Ainis, Alberto Gambino, Silvio Martuccelli, Guido Stazi, solo per citarne alcuni

– un esempio concreto di un’opera NFN finalizzata ad evidenziare i limiti dell’applicazione del modello NFT non solo al sistema arte

P.s. per sapere cosa è un NFN leggete il mio articolo in questo link

L’opera, presentata alla Nuvola dell’Eur, è incentrata sull’ingrandimento di un granello di silicio (sabbia), elemento base per produrre sia la fibra ottica con cui sono realizzate le reti di comunicazione sia i server che contengono i nostri dati: granello di sabbia che è quindi contenitore della nostra vita e intimità e che, se controllato da entità sbagliate (data vampires), può essere un pericolo per la nostra libertà. Una libertà labile ed effimera in quanto legata, appunto, ad un granello di sabbia. 

L’opera è inoltre diretta a materializzare il concetto che in ogni momento diverse “entità” ci trafiggono entrando violentemente, profondamente e costantemente nella nostra vita, estraendo informazioni al fine di trasformarle in denaro.

Sindone del Diritto (2023)
 
Collezione privata

Opera diretta a rappresentare come le norme anziché essere interpretate ed applicate in maniera lineare e cristallina siano costantemente piegate, deformate, sporcate, violentate.

La leggenda narra che per costruire palazzo Altieri vennero abbattute diverse case tranne una, quella di una vecchietta di nome Berta che proprio non voleva saperne di lasciare la sua, così dopo aver tentato con ogni mezzo di convincerla, l’architetto fu costretto ad inglobarne la casa all’interno del palazzo.

Berta è un’eroina, un simbolo di resistenza all’arroganza del potere.

Una donna che si è fieramente opposta a chi voleva comprarle l’anima e piegare la sua volontà.

Per farlo si è avvolta in un bozzolo che l’ha protetta dal potere che non riuscendo a comprarla ha scelto di inglobarla.

Berta è stata, prima ancora che il termine “gentrificazione” fosse coniato, l’antesignana della lotta contro di essa.

Ammirazione e rispetto per Berta, ma c’è un dubbio, una domanda:

se l’azione di Berta fosse riuscita ad impedire la costruzione del palazzo cosa sarebbe successo?

Riavvolgendo il filo della storia filato da Berta gli eventi e i loro effetti cambierebbero:

non ci sarebbe lo splendido palazzo barocco e le opere d’arte in esso contenute ma, cosa più importante, non ci sarebbe stato il grande numero di posti di lavoro e quindi di ragioni di vita per migliaia di persone che il palazzo ha generato: basti pensare alla “fabbrica” per costruirlo fino ad arrivare a chi ai giorni nostri è impiegato per gestirlo e manutenerlo.

Domanda che l’opera rivolge direttamente allo spettatore: costruire il “palazzo” o rispettare la volontà di Berta?

Filo bianco che conduce al piano nobile del palazzo o filo nero che porta da Berta?

La soluzione proposta dall’artista è nascosta in un luogo segreto del palazzo ed è la cosa più preziosa e rara che esista al mondo: un filo di lana grigia che simboleggia la saggezza terrena/buon senso, la capacità di mediare tra gli opposti, spinti non da codardia o interesse ma dalla volontà di raggiungere la soluzione che seppur non “idealmente perfetta” tuteli l’interesse collettivo. 

L’opera B-LOOP, acquistata da un collezionista privato e collocata in una prestigiosa dimora storica nell’oltrepo pavese, ha come obiettivo di rappresentare plasticamente due differenti approcci e stili di vita:

–  da una parte quello di chi vive tutta la sua esistenza seguendo un percorso sempre uguale a se stesso all’interno di un circolo chiuso lavorativo, familiare o culturale che lo imprigiona;

–  dall’altra quello di chi vuole sfuggire da questo anello che lo comprime e cerca di bucarlo per incontrare altri mondi ed esperienze.

La valenza negativa del primo tipo di approccio è rappresentata dalla sfera nera opaca che ne mostra la totale assenza di illuminazione e di tensione vitale verso l’esterno.

Mentre invece il giudizio positivo sul secondo tipo di approccio e rappresentato dalla sfera di luce, fermata nel momento in cui riesce a rompere, con enorme sforzo, come in una sorta di rinascita, la gabbia che la imprigiona.

E’ finita la cuccagna

Che fine hanno fatto i topi della favola del pifferaio magico?

In un futuro prossimo si sono trasformati in bianchi cyber-topi e hanno deciso di ribellarsi ad un sistema in cui le “alte sfere”, che detengono tutte le ricchezze ed in particolare cibo/energia e dati, li controllano 24 ore al giorno e li spingono verso valori effimeri.

Ribellione che attuano abbattendo l’albero della cuccagna e cioè lo strumento del sistema che li induce a combattere tra loro una guerra fratricida per raggiungere vacui obiettivi simbolicamente rappresentati da specchietti e perline colorate.

ANTONIƏ

Questa opera/prodotto, realizzata appositamente per il tema cannibalismo del Festival Crack 2023, è carne umana in gelatina al 100% non italiana

Questo prodotto è ideale per fare guerre e/o lavori usuranti

E’ anche adatto come garanzia per ottenere un prestito in denaro:

il nome ANTONIƏ è infatti ispirato al Mercante di Venezia di Shakespeare dove il protagonista Antonio impegna mezza libbra della sua carne per ottenere del denaro.

Il nome Crollanza srl dell’azienda che la produce si ispira al nome siciliano della presunta madre di Shakespeare.

In siciliano crolla la lanza significa agita la lancia che è l’esatta traduzione del nome Shakespeare, shake (agita) spear (lancia)

Il logo, in cui è rappresentato un soldato rivoluzionario che agita una baionetta/lancia, è ispirato alle poesie di Majakovskij e alla grafica della sua epoca.

INEGALITE’

Con il taglio del cordone ombelicale le diverse fibre che compongono il nostro corpo cessano di essere alimentate dall’utero materno e sono obbligate a trovare sostentamento al di fuori di esso.

Da tale momento la battaglia della vita ha inizio e con essa le diseguaglianze che la caratterizzano, vita che descrive una traiettoria che conduce inesorabilmente ad un punto:

punto che secondo alcuni è solo il momento di ritorno alla madre terra e quindi niente altro che un anello d’una catena circolare/loop, mentre per altri è il momento di passaggio ad un livello superiore.

La ghigliottina che taglia il fascio di cordoni ombelicali segna il momento in cui la vita ha origine insieme alle diseguaglianze che la contraddistinguono.

I fili tesi con le loro diverse consistenze e lunghezze rappresentano le differenti modalità, qualità e durate delle esistenze terrene.

I fusi/trottole, punti di arrivo dei fili/esistenze, rappresentano sia l’imprevedibilità della vita e delle sue imperscrutabili traiettorie, sia le diverse interpretazioni sul suo senso:

le punte coniche dei fusi/trottola puntano infatti sia il cielo sia, all’opposto, la terra rappresentando la visione metafisica di chi considera la vita terrena come prodromica ad una vita ultraterrena e allo stesso tempo quella di chi la vede come semplice parte di un ciclo.


Guido Iannuzzi wrote about the genius of Daniel Libeskind for IQD magazine

ALT-G @ 14th International Biennale Architettura Venezia 2014
Biennale logo
Art Biennale Official vs Art Biennale Off
Preview @Salotto42 of ALT-G project for BiennaleArchitettura 2014


ALT-G is the winner of Mercedes-Benz Italia photo competition

We are happy to win the photo competition organised by Mercedes-Benz Italia.

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Kate Moss: Costantinopolis delenda est

Kate is the ultimate weapon: when she arrives to the territory of gentrification, the game is over, there is no hope for resistance to divert the outcome of the battle.

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Kisses from Hedy

Enjoy our video dedicated to Hedy Lamarr.
Hedy was an extraordinary woman, actress and inventor of GSM technology. She was a Hollywood star in the 30-50ies, the first one to grace naked on the screen and to be filmed in an orgasm, and was called the most beautiful woman of the XX century.

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The Triumph of Consistency: Teofilo Stevenson

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